Corona di pane all’uvetta


Il pane all’uvetta appartiene a quella categoria di pani dolci che amo di più.

L’ho realizzato senza l’aggiunta di grassi perché mi piace sentire il sapore intenso del pane che si accompagna al dolce naturale dell’uva passa. Il risultato mi ha soddisfatta molto; l’unico neo è che non smetterei mai di mangiarlo.

Ho usato una farina integrale e una farina di tipo uno di grano tenero e la mia pasta madre liquida, che non mi tradisce mai.

Il risultato è un pane saporito, con una punta di dolcezza che non gli impedisce di accompagnarsi anche al salato, ad esempio con dei formaggi erborinati.

Ma si accompagna benissimo anche solo alla voglia di mangiarlo!

Ingredienti
300 g di farina di grano tenero tipo 1, 250 g di farina integrale di grano tenero, 400 g di acqua, 120 g di li.co.li appena rinfrescato, 200 g di uva passa, 10 g di sale, semola di grano duro per la spianatoia.

Ho messo le farine nella ciotola dell’impastatrice, ho versato l’acqua ed ho fatto andare brevemente il tutto, fino ad ottenere un composto grezzo, a bricioloni, che ho lasciato riposare, coperto, per mezz’ora (autolisi).

Trascorso il tempo, ho aggiunto il lievito madre, riprendendo ad impastare, poi ho aggiunto il sale, continuando, fino ad avere un impasto ben incordato, liscio ed elastico.

E’ il momento di aggiungere l’uvetta…a proposito, non l’ho reidratata perché ho ritenuto che lo avrebbe fatto rimanendo a contatto con l’impasto umido. E così è stato. L’ho soltanto lavata ed asciugata.

Ho messo l’impasto in un recipiente e l’ho lasciato riposare, coperto, per circa 2 ore e mezzo.

Trascorso il tempo, ho rovesciato l’impasto sulla spianatoia spolverizzata di semola, l’ho aperto con le mani distendendolo in una sorta di rettangolo grossolano e gli ho dato una piega a tre. Poi l’ho avvolto su se stesso e, ruotandolo, ho formato una palla (pirlatura). L’ho lasciato riposare così per circa un quarto d’ora. Poi, con le dita, ho praticato un foro al centro, ruotando fino ad ottenere una ciambella, che ho adagiato in uno stampo appunto da ciambella, foderato con un canovaccio pulito e sporcato di semola.

L’ho lasciato lievitare per 2 ore.

Ho acceso il forno a 230°. Ho rivestito una teglia con carta forno ed ho ribaltato la ciambella, bella gonfia. Ho praticato dei tagli con la lametta ed infine ho infornato nel forno già caldo, in cui avevo messo, sul fondo, un pentolino pieno d’acqua (per creare vapore).

Cottura: 20 minuti a 230°, 40 minuti a 180°. Statico. Dopo i primi 10 minuti, ho tolto il pentolino d’acqua dal forno.