Le sagne ‘ncannulate


Piatto della tradizione salentina che io adoro e preparo spesso. Come tutta la pasta fresca di questo territorio, si prepara con solo farina di grano duro, che deve essere di qualità, e acqua.

Vegana per eccellenza!

Trovo molto rilassante tirare fuori la spianatoia di legno, stendere la pasta con il matterello, con gesti lenti e precisi; sentire la sfoglia che piano piano si assottiglia, godendo intanto del profumo di grano che sprigiona.

Poi tagliare le strisce di pasta e sapientemente arrotolarle su se stesse, una ad una, dando origine a questa pasta meravigliosa. La morte sua è un sugo di pomodoro, che i salentini amano innevare abbondantemente di formaggio ricotta, ma è una pasta che è felice di accettare anche altre soluzioni.

Io, ad esempio, questa volta ho usato delle cime di rapa. A voi la scelta, perché vi invito caldamente a farle, è divertente, da soddisfazione, è un piatto che crea benessere. Il video mostra chiaramente tutti i passaggi.

Ingredienti
Farina di grano duro, io prediligo la Senatore Cappelli integrale, acqua q.b.

Preparo l’impasto, mettendo la farina sulla spianatoia e cominciando ad intriderla con l’acqua, circa la metà del suo peso…dipende dalla capacità di assorbimento della farina. Mescolo tutto e comincio ad impastare con vigore, fino ad ottenere un impasto elastico che non si straccia più se lo si stende con il palmo della mano. Faccio riposare per 15 minuti circa, coperto con un canovaccio di cotone.

Stendo con il matterello fino ad ottenere una sfoglia abbastanza sottile, ma non troppo. Con una rotella, o con un coltello dalla lama liscia e sottile, taglio strisce lunghe circa 30 cm e larghe 1,5 cm.

Tenendo ferma l’estremità di ogni striscia con la mano sinistra, arrotolo dall’altra trascinando la striscia sulla spianatoia  con la mano destra, come si vede nel video.

Quando le sagne sono pronte, le lascio asciugare un paio di ore.