Pantreccia noci e uvetta


A colazione, non amo mangiare dolci. Preferisco un buon pane, meglio se arricchito da semi e frutta secca.
A volte ci spalmo sulla fetta una composta di frutta, preferibilmente fatta in casa, ma più spesso lo mangio così, al naturale, bevendoci su una tazza di the, quasi sempre il bancha.

Da questa mia esigenza, è nato ieri questo pane, ricco di noci e uvetta. Le farine che uso di solito, sono non raffinate, spesso di grani antichi che contengono poco glutine e sono più digeribili.

In questo pane ho usato una parte di tritordeum, una farina che ho scoperto da poco e che sto sperimentando, a basso contenuto di glutine e altamente digeribile. Il chicco nasce da un incrocio naturale fra un grano duro e un tipo di orzo selvatico.

Il risultato è stato all’altezza delle aspettative, la colazione di stamattina gustosa e appagante, come piace a me.

N.B. per chi volesse fare questo pane senza il tritordeum, può farlo comunque sostituendolo con della farina semintegrale.

Ingredienti
500 g di farina (io ho usato 130 g di farina integrale,100 g di semola di grano duro, 220 di tritordeum), 100 g di li.co.li (pasta madre liquida) maturo, 275 g di latte vegetale, 30 g di olio extravergine di oliva, un cucchiaino di malto d’orzo, 100 g di uvetta lavata e strizzata, 100 g di gherigli di noce sminuzzati grossolanamente al coltello, 7 g di sale.

Per impastare, ho usato la macchina del pane. Ho messo nel cestello il latte, il licoli, il malto, l’olio e le farine. Ho fatto partire la macchina con il programma impasto e, dopo qualche minuto, ho aggiunto il sale.

Se si vuole impastare a mano, nessun problema, procedere come d’abitudine, così anche se si usa una planetaria.

Al segnale dei beep canonici, ho inserito la frutta secca e ho lasciato terminare l’impasto. Nella macchina che uso io, la Zero-glu della Imetec, il programma impasto e lievitazione dura 2 ore e 27 minuti.

A questo punto, terminato il tempo, ho rovesciato l’impasto sulla spianatoia spolverizzata di semola, l’ho aperto con le mani distendendolo in una sorta di rettangolo grossolano e gli ho dato una piega a tre. Poi l’ho avvolto su se stesso e, ruotandolo, ho formato una palla (pirlatura). L’ho lasciato riposare così per circa un quarto d’ora.

A questo punto ho diviso l’impasto in tre panetti, che ho arrotolato sulla spianatoia formando così 3 salsicciotti che poi ho intrecciato, formando la treccia che ho poi adagiato in uno stampo da plum-cake rivestito di cartaforno (11 cmx31cm circa).

Ho lasciato lievitare al caldo per 2 ore e mezzo, poi ho infornato in forno già caldo a 190° circa 40 minuti. Io ho un vecchio forno a gas, statico, ma ognuno poi si regoli in base al proprio forno.